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	<title>Savina Confaloni</title>
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	<description>il sito internet di Savina Confaloni</description>
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		<title>Mi presento</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jul 2011 07:58:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Savina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Savina Confaloni è un volto familiare ai telespettatori di Sky.  Da più di dieci anni si divide sui canali del gruppo Sitcom  tra i viaggi di Marcopolo, e i motori  di Nuvolari. Dinamica, versatile, poliglotta e curiosa per natura. I suoi primi programmi per Marcopolo sono stati Missione Nausicaa alla scoperta delle coste italiane, e due serie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Savina Confaloni</strong> è un volto familiare ai telespettatori di Sky.  Da più di dieci anni si  divide sui canali del gruppo Sitcom  tra i viaggi di Marcopolo, e i  motori  di <strong>Nuvolari. </strong>Dinamica, versatile, poliglotta e curiosa per natura.</p>
<p>I suoi primi programmi per Marcopolo sono stati <strong>Missione Nausicaa</strong> alla scoperta delle coste italiane, e due serie di <strong>Andata e Ritorno </strong>sulle realtà turistiche e culturali emergenti europee; mentre su Nuvolari l&#8217; abbiamo vista per diverse stagioni alla guida di <strong>Classic,</strong> un programma sul mondo delle auto d&#8217;epoca e di altri format originali come Porsche Live, Nate Ieri, <strong>Gonne e Motori</strong>.</p>
<p>Oggi conduce per Marcopolo il programma <strong>Week End</strong>, dopo aver girato per tre anni  gli Stati Uniti con il fortunato <strong>Fly and Drive</strong>, programma quotidiano <em>on the road</em>.</p>
<p>Per Nuvolari continua a occuparsi di auto d&#8217;epoca (la sua grande  passione) e conduce Nuvolari Live, con le dirette dalla pista dei  campionati Aci-Csai.</p>
<p>Recente è anche la sua &#8220;incursione&#8221; ad Alice, canale per il quale è stata autrice del format di cucina veneta &#8221; Risi e bisi&#8221;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Alcune curiosità su Savina..</strong></p>
<p>Nel suo curriculum una brillante laurea all&#8217; Università di Cà Foscari  di Venezia, un diploma in pianoforte al Conservatorio, due anni di  corsi di specializzazione in americanistica alla Ludwig Maximilian  Universitat di Monaco di Baviera, e un master alla Luiss di Roma in  Motorsport Management.</p>
<p>Giornalista professionista, consulente di  società di comunicazione  internazionali, autrice e produttrice di format televisivi e  documentari, nonchè &#8220;voce&#8221; ufficiale della storica Mille Miglia.</p>
<p>E&#8217; stata per più di 10 anni la navigatrice di <strong>Clay Regazzoni </strong>in  rally d&#8217;auto d&#8217;epoca. Ricorda con immenso affetto il grande pilota  prematuramente scopmarso, che definisce &#8220;il mio più grande compagno  d&#8217;avventure, maestro di vita e mio migliore amico&#8221;. Con lui Savina ha girato il mondo e corso le gare più importanti e più pazze.</p>
<p>Savina corre oggi con la <strong>Scuderia del Portello</strong>, con cui ho vinto Tour Espana, competizione di velocità per auto storiche</p>
<p>Le sue più grandi passioni, ovvero i <strong>motori </strong>(in particolare le auto d&#8217;epoca) e il viaggio sono diventate una parte essenziale del suo lavoro. A queste si aggiungono il <strong>pianoforte </strong>e i <strong>film in bianco e nero </strong>(si dichiara &#8220;devota&#8221; di Marlene Dietrich e Greta Garbo)</p>
<p>Altra grande passione di Savina sono lo sci  e, in generale, tutti gli sport che implichino un contatto attivo con la  natura. Sogna di concedersi un anno sabbatico da trascorrere tra la  California (per imparare a surfare) e le grandi vette del Nordamerica per  fare indigestione di Snow Powder. </p>
<h1>English Version</h1>
<p>She is the face and voice of vintage cars in Italy. Host and author since 2000 of the programme dedicated to the world of the Classic on Nuvolari-Sky, Savina Confaloni has been the official announcer of the Mille Miglia for three years now and a spokesperson for the most important events tied to automobile collecting.</p>
<p>She began as Clay Regazzoni’s navigator in international competitions including Mil Millas Argentina, Carrera Panamericana, Sahara Challenge, Rally du Maroc, and Targa Florio, which led her to translate her great passion into journalistic reporting for the sector’s top headline news sources, eventually venturing onto the<br />
themed channels of Tele +, and subsequently Sky. Among her television programs tied to engines, her most watched series have been NATE IERI, A QUALCUNO PIACE CLASSICO, and RITORNO AL FUTURO, meanwhile for Marcopolo, Sky’s travel channel, she has hosted three series of the season of FLY AND DRIVE. In 2007, she won the prestigious CONI e USSI award for “Sports Journalist of the year.” </p>
<p>Viewers enjoys her fresh, elegant style of hosting the programs; there are those who define her as “the television correspondent next door,” thanks to the intelligent, likeable simplicity with which she presents herself to her audience. Apart from vintage cars, her passions also include Bach, Mozart, vintage clothes, and black and<br />
white movies.</p>
<p>With a degree in Languages from Cà Foscari University of Venice, a Diploma in Piano from the Conservatory, and a Master’s from the Ludwig Maximilian Universität, and after years spent in Italy, England, and Germany, she now lives between Venice, Rome, and Padua, even if her natural state is one of “perpetual motion”, seeing as – said in allusion to the Italian title of Agatha Christie’s Come and Tell me How You Live – “travelling is her sin”…aboard vintage cars, of course!</p>
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		<title>Un breve profilo di Savina Confaloni</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 15:18:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Savina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Giornalista a 360 gradi, Savina Confaloni è eclettica e versatile nel lavoro come nella vita.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giornalista a 360 gradi, Savina Confaloni è eclettica e versatile nel lavoro come nella vita: una laurea in lingue e letterature straniere a Cà Foscari con 110 e Lode, un diploma al Conservatorio in Pianoforte, anni di studio tra Londra, Vienna e Monaco di Baviera, e una grande passione per le auto storiche.</p>
<p>Savina si divide tra programmi televisivi su <strong>Sky</strong> come <strong>NATE IERI</strong>, <strong>A QUALCUNO PIACE CLASSICO, RITORNO AL FUTURO, PORSCHE LIVE, NUVOLARI STUDIO LIVE </strong>(Nuvolari canale 218), <strong>FLY AND DRIVE</strong> (<em>Marcopolo</em> canale 414),<strong> AMERICA,</strong> e collaborazioni con le più prestigiose riviste nazionali e internazionali. Scrive per <em>La Repubblica-Affari e Finanza</em> nella sezione multimedia, ed è responsabile delle pagine dedicate al <em>Classic</em> dell’inserto motori del quotidiano Il Tempo.</p>
<p>Dopo aver vissuto in Germania a Monaco di Baviera e frequentato la Ludwig Maximilian Universitat, torna in Italia nella sua Venezia.</p>
<p>Oggi vive tra Venezia e Roma,   anche se la sua condizione naturale è di “moto perpetuo”,  perchè &#8211; parafrasando Agatha Christie &#8211; “<strong>viaggiare è il suo peccato</strong>“.<br />
Piace al pubblico il suo stile fresco ed elegante di condurre i programmi. Allegra ma mai eccessiva, stravagante ma sobria allo stesso tempo, curiosa senza risultare invadente: tutti elementi che rendono unici i suoi reportage dall’estero.</p>
<p>C’è chi la definisce “<em>l’inviata della porta accanto</em>” per la semplicità intelligente e gradevole con cui si pone al telespettatore.<br />
Per dieci anni è stata navigatrice di Clay Regazzoni: con lui ha partecipato alle gare “<em>classiche</em>” più importanti del mondo: <em>Mil Millas Argentina</em>, <em>Carrera Panamericana, Sahara Challenge, Rally del Marocco</em>… Nel 2007 ha vinto il prestigioso premio del CONI e USSI di “<strong>Giornalista Sportiva dell’anno</strong>“.</p>
<p>Presenta eventi sportivi e culturali in Italia e all’estero, grazie ad una capacità innata di un conduzione trilingue italiano, iglese, tedesco.<br />
Le sue passioni &#8211; auto storiche a parte &#8211; Bach, Mozart, gli abiti vintage, i film in bianco e nero.</p>
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		<title>Sulle orme dei Lupi di notte</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 15:17:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Savina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A detta di molti questa ottava edizione dei “Lupi di notte” è stata  la più bella in assoluto:  per la quantità di neve caduta  su almeno il 60% del percorso, per  le prove difficili e stimolanti, e  per la bravura degli equipaggi che non si sono lasciati per niente intimorire dalle condizioni meteo con una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A detta di molti questa ottava edizione dei “<strong>Lupi di notte</strong>” è stata  la più bella in assoluto:  per la quantità di neve caduta  su almeno il 60% del percorso, per  le prove difficili e stimolanti, e  per la bravura degli equipaggi che non si sono lasciati per niente intimorire dalle condizioni meteo con una condotta di gara   esemplare.</p>
<p>Ai nastri di partenza da Sora 61 vetture, “ci siamo praticamente imposti di rimanere sempre sulla sessantina di equipaggi- spiega Enzo Serniese del Camef- perché un  numero maggiore sarebbe troppo difficile da gestire”. Si parte da Sora, per  attraversare la valle del Liri, il parco nazionale degli Abruzzi, salire sul Gran Sasso e terminare ad Avezzano: 280 km quasi tutti di notte e 34 prove cronometrate.<br />
<span id="more-116"></span></p>
<p>E’ ormai conosciuta come la Winter Marathon del Centro Italia, e quest’anno ha avuto addirittura più neve della sorella maggiore partita un mese prima da Madonna di Campiglio. Dopo le prove del Valico di Forca d’Acero col  Timbro a S. Donato , inizia il tratto di percorso più difficoltoso per le condizioni della strada . Al controllo orario a Pescasseroli si registrano già i primi problemi ,  e uno dei concorrenti “favoriti”  paga  ben 200 penalità per una defaiance alla vettura. Il crepuscolo avvicina agli equipaggi ad una notte che sarà lunghissima: magico  il passaggio nelle  Gole del Sagittario col secondo  controllo a timbro nella splendida Villalago, paesino che domina l’emissario del Lago di Scanno.</p>
<p>Qui i concorrenti iniziano la salita che li condurrà a Passo Godi su una strada innevata al limite,dove per precauzione il Responsabile dell’Evento decide di annullare una prova,e si prosegue direttamente per la prima vera sosta:  45 minuti per rifocillarsi e prendere il respiro da tante curve e contosterzi . Si contano  i primi ritiri; fuori La Penna –Onori del Circolo pontino della Manovella , così come  Camilli-Oliva  costretti a caricare  la Giulia S.S. sul carro attrezzi di servizio per noie alla dinamo.</p>
<p>Da qui inizia l’ultimo settore, il gruppo si sposta a Pescasseroli con una prova unica di 30 chilometri, e il settore diventa quasi una prova di media, con molti equipaggi che  pagano   penalità dovute  per presenza di nebbia e ghiaccio!</p>
<p>Al piazzale di Pescasseroli, la tre prove più spettacolari,  in  un vero e proprio circuito sulla neve  in leggera contropendenza e molto veloce  Ultimo sforzo nelle penultime tre P.C. che attraverso il Valico di Gioia Vecchio portano  a Gioia dei Marsi e Pescina, con ritiro Tabelle e veloce trasferimento ad Avezzano per un sonno ristoratore.</p>
<p>Vince questa ottava edizione dei “Lupi” il regolarista di Pescara Mauro Giansante,  su una Triumph tr3 Rally del 1956;  al secondo posto, un equipaggio rivelazione, Mazzella-Marrocco, su A.Romeo Giulia Sprint Veloce, e terzi Brozzetti-Marzocchi, su Alfa .Romeo 2000 spider del 1961. Bisognerà attendere il disgelo per il prossimo grande appuntamento del Camef:  il Giro della Valle del Liri, Super Trofeo Asi, il  30-31 ottobre .</p>
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		<title>Giro automobilistico dell&#8217;umbria</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 15:16:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Savina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo  54 anni  di assenza, rivive tra Perugia, Terni, Foligno, Città di Castello e Spoleto, il Giro Automobilistico dell’Umbria: un  ritorno  all’insegna dello sport e dei ricordi,  organizzato dai club di auto storiche dell’ Umbria, Camep, A.F.A.S., Borzacchi Historic, Cames e Altotevere Automotostoriche. L’intento  è quello di far rivivere l’evento così come si svolgeva oltre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo  54 anni  di assenza, rivive tra Perugia, Terni, Foligno, Città di Castello e Spoleto, il Giro Automobilistico dell’Umbria: un  ritorno  all’insegna dello sport e dei ricordi,  organizzato dai club di auto storiche dell’ Umbria, Camep, A.F.A.S., Borzacchi Historic, Cames e Altotevere Automotostoriche. L’intento  è quello di far rivivere l’evento così come si svolgeva oltre mezzo secolo fa. Le auto  sono quelle di allora, con i numeri di gara verniciati in bianco e nero, i punzoni al piantone dello sterzo:  stesse strade,  piazze e  città, che hanno mantenuto inalterati il loro fascino.</p>
<p>“Il giro è nato dalla collaborazione tra l’Automobile Club di Perugia e quello di Terni – spiega il presidente del Camep Leonardo Vicarelli -, che si accordarono per organizzare la corsa ad anni alterni. Dopo l’edizione inaugurale, nel 1949,  che partì ed arrivò a Perugia, l’anno successivo fu la volta di Terni. La IV edizione, invece,  doveva essere organizzata dall’Aci di Terni, ma per mancanza di risorse finanziarie venne annullata, e gli umbri rivissero lo stesso senso di vuoto che lasciò la fine della Coppa della Perugina. Per fortuna l’Automobile Club di Perugia ritrovò il supporto finanziario dell’industria dolciaria Perugina e si fece carico di far vivere ancora per tre anni la splendida corsa, fino a quando, nel 1955, per la settima edizione arrivarono notizie della catastrofe di Le Mans e di altri due eventi luttuosi alla Parma-Poggio di Berceto e alla Milano-Taranto. Eventi da cui l’ opinione pubblica fu talmente scossa, che l’Automobile Club di Perugia deliberò di comunicare alla Csai la rinuncia ad organizzare il Giro Automobilistico dell’ Umbria”.</p>
<p>“Da allora sono passati 54 anni – continua  Vicarelli -, ma gli umbri non dimenticano facilmente i grandi eventi della loro regione e così, come fu 21 anni fa per la Coppa della Perugina, oggi sono rivogliono  anche il Giro Automobilistico dell’Umbria”.  Alla manifestazione sportiva partecipano  alcuni piloti che fecero la storia del giro, e lo stesso direttore di gara, Walter Berardi. Il pubblico si gode il passaggio delle vetture negli stessi punti dove gli appassionati si appostavano negli anni 50 per seguire il vero Giro dell’Umbria: le curve e i tornanti che arrivano a Città di Castello, da dove allora si vedevano   sfrecciare le Cisitalia di Bernabei, Chiappero e La Motta. Era il 1948,   e i tre campioni arrivarono   primo secondo e terzo assoluti. L&#8217;anno successivo, si applaudivano  su queste strade la Ferrari 125 del vincitore Vallone e le Alfa di Schwelm e Serena. Dal 1950 iniziò il dominio delle “Barchette”, dalla Stanguellini di Giorgetti alle Osca di Cabianca e di Teresa De Filippis.</p>
<p>Nel 1953 c’è chi ricorda ancora  la grande vittoria di Luigi Musso, una sorta di James Dean per tanti ragazzi italiani, grande amore di  Fiamma Breschi. Nel 1954 gli occhi erano tutti per  la Ferrari ufficiale di Maioli,  quella di Gerini che poi vincerà, e ancora la  Maserati di Musso che pennellava queste curve in modo unico.  Gli elementi per ricreare   le atmosfere di quegli anni &#8217;40 e &#8217;50 ci sono tutti: la festa delle punzonature venerdì pomeriggio in piazza Italia, nel palazzo della Provincia di Perugia; la cena di benvenuto nei locali della Rocca Paolina; e il sabato mattina partenza dal Frontone come allora. Gubbio, Città di Castello, una “licenza poetica” all&#8217;autodromo dell&#8217;Umbria a Magione messo a disposizione dall&#8217;ACI di Perugia; quindi Todi e l&#8217;arrivo, a fanali accesi, in Piazza Tacito a Terni.</p>
<p>In gara, tutte vetture che hanno fatto la storia dell’auto : oltre ad una splendida Ferrari 250 Gtl e ad un’intramontabile Fiat 1100 B, attraversano i  paesi medievali degli  splendidi modelli di Lancia (Aurelia, Ardea, Appia e Flavia Sport), Mercedes e nostalgiche Citroen Ds 21 del 1967.  La domenica si inizia con la prova speciale Strettura-Passo della Somma, percorso della famosa corsa degli anni &#8217;20, chiuso al normale traffico per l&#8217;occasione. I centri storici di Spoleto e Foligno accolgono  le vetture che vengono presentate al pubblico, per proseguire poi la cavalcata dei 400 chilometri che si conclude con   l&#8217;arrivo a Perugina, e premiazioni al Brufani Palace Hotel  ancora una volta come sessant&#8217;anni fa A bordo di una Porsche 356 Cabrio del 1963, taglia  per primo il traguardo Piero De Angelis, seguito da Costantino Mariotti su un’Alfa Romeo Giulietta Ss del 1961 e da Alessandro Badiali con la sua Jaguar E Type del 1961.La macchina più “antica”, una Fiat 508 C, guidata da Ernesto Miletti arriva  al 22° posto, mentre chiude la classifica Roberto Vespa a bordo di una Tornado Typhoon del 1957.</p>
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		<title>Coppa Milano &#8211; Sanremo 2010</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 15:13:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Savina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non ci poteva essere modo migliore per iniziare le celebrazioni del centenario Alfa Romeo: la vittoria di una 6C  1500 Super Sport del 1928  del Museo di Arese alla ottava edizione della  Coppa Milano- Sanremo. Ad aggiudicarsi la prestigiosa gara che dal capoluogo lombardo porta alla riviera dei fiori, l’equipaggio composto da Giovanni Moceri e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ci poteva essere modo migliore per iniziare le celebrazioni del centenario Alfa Romeo: la vittoria di una 6C  1500 Super Sport del 1928  del Museo di Arese alla ottava edizione della  Coppa Milano- Sanremo. Ad aggiudicarsi la prestigiosa gara che dal capoluogo lombardo porta alla riviera dei fiori, l’equipaggio composto da Giovanni Moceri e Rossella Labate, che in questo modo hanno rodato il team in previsione della Mille Miglia di maggio.</p>
<p>Purtroppo il consueto appuntamento in Piazza Duomo che dopo il prologo all’autodromo di Monza  vedeva vetture ed equipaggi protagonisti di una sfilata sempre molto apprezzata dal pubblico milanese, è stata annullata all’ultimo momento per una manifestazione di anarchici che ha occupato il centro storico.   80 gli equipaggi iscritti quest’anno, meno del solito, ma con un parterre di vetture di assoluto rilievo: a parte quelle schierate dai musei della Motorizazione Militare e dell’Alfa Romeo, sono stati tanti collezionisti privati a dare lustro all’evento con pezzi unici.</p>
<p><span id="more-113"></span></p>
<p>Tra tutti,  una Bentley VI del 1949 carrozzata da Pininfarina, un “one off” di cui il cliente dell’epoca acquistò dalla Bentley  solo motore e telaio, per poi lasciarla terminare e “vestire” al  carrozziere italiano; e poi la Mercedes Ali di Gabbiano dall’insolito colore Blu, un tempo dell’armatore greco Niarchos, uno degli uomini più ricchi del mondo, collezionista d’arte e playboy impenitente, cognato e  grande rivale di Onassis e scomparso nel 1996 all’eta di 86 anni. Per la prima volta sulle strade del  nostro paese, oggi questa  Ali di Gabbiano è di proprietà di un collezionista italiano, ma l’allure è quello dell’epoca: potenziata nel motore, unica e  perfetta  come l’aveva voluta il miliardario greco, la cui vita venne accompagnata dalle luci del potere, del successo, delle belle donne e delle belle macchine.</p>
<p>Il pubblico della Milano-Sanremo assiste stupito al passaggio di questa preziosa carovana: ad anteguerra quali la Lagonda Team Car di laqueur- Wyler si alternano i miti del periodo postbellico, come  la bellissima Jaguar XK140 OTS di Wesolowski-Nawrocki.</p>
<p>Gli stranieri amano molto questa manifestazione: scorrendo nell’elenco partenti troviamo molti russi, americani, tedeschi, inglesi, olandesi, spagnoli, polacchi. La storia della Milano-Sanremo automobilistica precede quella ciclistica  ed è una storia complessa: la prima edizione fu nel 1906, ma venne subito sospesa e riavviata solo ventitre anni dopo, nel 1948, per proseguire sino al 1973. Altri problemi negli anni settanta costrinsero  l’Automobil Club di Milano a sospenderla: questa volta la causa fu il traffico del boom economico con una logistica organizzativa che rendeva questo tipo di competizioni sempre più difficoltose.  Le prove in totale sono una trentina, quasi tutte concentrate nella prima tappa che mette a dura prova la resistenza di equipaggi e vetture. Da subito si delinea una classifica che vede un duello serratissimo fra i due principali protagonisti delle gare di regolarità di questo inizio stagione: il giovane siciliano Moceri contro la collaudata coppia Fortin &#8211; Pilè, reduce dalla vittoria alla Winter Marathon.  Mentre i regolaristi combattono per la vittoria, la maggioranza degli iscritti si gode una gara interpretata come preziosa occasione di turismo a quattro ruote: la sosta ad Acqui Terme, i passaggi per Alessandria  e Imperia, i paesi e le cittadine che accolgono il corteo sono una scoperta non solo per chi arriva da più lontano, ma per gli italiani stessi; per non parlare del paesaggio completamente innevato che avvolge questa edizione della Milano-Sanremo di una magia quasi surreale.</p>
<p>La sorpresa più grande però è quella della seconda tappa, brevissima (forse troppo) ma interessante dal punto di vista storico: le cinque prove concatenate vengono infatti disputate sul Circuito di Ospitaletti, antico circuito  alle porte di Sanremo di cui pochi conoscevano l’ esistenza. Qui scrissero il loro nome nell’ albo d’oro Alberto Ascari e Juan Manuel Fangio, che vinsero rispettivamente  nel 48 e nel 51, e nel 49 e 50. I tornanti sul mare che i partecipanti alla Coppa percorrono in salita, venivano fatti ai tempi del Gran Premio di Sanremo  in discesa rendendo la sfida quasi impossibile; ecco perché anche grandi piloti quali Villoresi, Stirling Moss e addirittura Tazio Nuvolari non riuscirono mai a centrare la vittoria. Tanti ricordano il Circuito di Ospitaletti per le competizioni su due ruote, e in effetti l’ultimo ad aggiudicarsi la corsa fu Giacomo Agostini. Anche in questo caso le gare dovettero interrompersi  per motivi di traffico:  era un Circuito troppo cittadino che costringeva al blocco della viabilità e creava problemi di sicurezza, cui si aggiunsero le contestazioni dei  primi ecologisti che  si opponevano ai danni che rumori e motori provocavano a loro dire alle piante di Corso Regina Margherita.</p>
<p>“Queste contestazioni – spiega Sandro Binelli Presidente di Mac -Group che l’organizza- oggi alla Milano-Sanremo non sono possibili, visto che la gara è ufficialmente a Impatto Zero”.  Nelle prove nel circuito di Ospitaletti l’equipaggio Moceri –Labate sembra perdere per un istante la concentrazione,  superato da Fortin Pilè. La somma delle penalità  delle due tappe non lascia dubbio: e va  all’ Alfa Romeo 6C 1500  questa ottava edizione della Coppa Milano-Sanremo . Secondo gradino del podio per  Pilè-Fortin su Lancia Aurelia B20S del 1956, e terzo per l’Alfa Romeo Giulietta S, dell’equipaggio De Biase-D’Antinone.Coppa Milano &#8211; Sanremo 2010</p>
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		<title>Raid dell&#8217;Etna 2009</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 15:42:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Savina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il sole sta tramontando sulla spiaggia di Mondello quando la motonave “Excellent” conclude la manovra di attracco alla banchina del porto di Palermo. Pronti allo sbarco i novanta partecipanti al Raid dell’Etna 2009: dieci splendide moderne gran turismo del “Ferrari Club Torino” che faranno da apripista e, a seguire, le ottanta auto storiche (numero massimo ammesso) selezionate dagli organizzatori tra le centoventi richieste di partecipazione ricevute.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il sole sta tramontando sulla spiaggia di Mondello quando la motonave “Excellent” conclude la manovra di attracco alla banchina del porto di Palermo. Pronti allo sbarco i novanta partecipanti al Raid dell’Etna 2009: dieci splendide moderne gran turismo del “Ferrari Club Torino” che faranno da apripista e, a seguire, le ottanta auto storiche (numero massimo ammesso) selezionate dagli organizzatori tra le centoventi richieste di partecipazione ricevute.<br />
Il variopinto serpentone, sotto la scorta dei motociclisti della Polizia Stradale e dei Carabinieri, attraversa le strade del centro storico della città, per raggiungere il parco chiuso in piazza Verdi. <span id="more-65"></span></p>
<p>Calorosa come sempre l’accoglienza dei siciliani, nella cui cultura è radicato l’amore per l’auto storica: un migliaio di spettatori applaude la luccicante carovana di vetture che ad una ad una si posizionano ai piedi del teatro Massimo. E mentre nel vicino settecentesco palazzo Francavilla della nobile famiglia palermitana dei Pecoraro terminano le verifiche sportive ed il briefing dei partecipanti, piazza Verdi si anima col pubblico delle grandi occasioni<br />
Alle 22,30 prende il via ufficialmente la dodicesima edizione del “Raid dell’Etna” organizzata dalla “Scuderia del Mediterraneo” : gli equipaggi dovranno affrontare un itinerario di 1258 chilometri, attraversando i luoghi più belli della Sicilia. La prima tappa conduce i partecipanti alle tribune di Cerda per ripercorrere, con una serie di prove cronometrate, l’antico circuito delle Madonie teatro della “Targa Florio”, per seguire poi il tracciato della storica cronoscalata Collesano – Piano Zucchi. Si giunge quindi a Castelbuono, cittadina medioevale ai piedi del trecentesco castello di Ventimiglia. Peculiarità del Raid dell’Etna è unire all’agonismo l’aspetto turistico, ecco dunque la prima visita all’antico maniero e alla vecchia Matrice del seicento. Da non trascurare l’aspetto enogastronomico… alla cultura c’è chi preferisce subito una sosta nella pasticceria Fiasconaro, nota in tutto il mondo per i suoi panettoni e la sua eccezionale pasticceria siciliana.<br />
Al termine della prima tappa, Giancarlo Stringhini conferma il suo feeling con la gara siciliana, occupando con la sua Porsche 356 cabrio la prima posizione in classifica con tredici penalità di vantaggio sulla Alfa Romeo Giulia spider di Massimo Dalleolle, trenta sulla Lancia Aurelia B24 di Roberto Chiodi e trentasei sulla Triumph TR 3A di Massimiliano Bonato. Si comprende da subito che la lotta per la conquista del Trofeo Lancia, messo in palio dalla casa automobilistica torinese, si racchiuderà a questi quattro contendenti, certamente tra i più agguerriti in gara.<br />
La seconda giornata inizia con la prova cronometrata sul viale di Portorosa. Dopo il transito da Novara di Sicilia, cittadina medioevale inserita nella lista dei borghi più belli d’Italia, i partecipanti raggiungono Randazzo, alle pendici dell’Etna. A Xirumi la sosta pranzo è nelle sale del castello dei baroni Grimaldi di Serravalle, un magnifico edificio del XVI secolo posto all’interno di un vastissimo agrumeto di 300 ettari, in cui si svolge la seconda prova cronometrata della giornata. Le giornate scorrono così, fra prove cronometrate, arte e le delizie gastronomiche che solo quest’isola sa offrire. Dopo la tappa di Siracusa, balzano in testa Dalleolle – Righi Grimaldi che precedono di 34 penalità Stringhini e di 45 penalità Bonato – Malvezzi.<br />
Tappa di trasferimento per Noto , con un barocco proclamato dall’Unesco “Patrimonio dell’Umanità”, che lascia senza fiato. Grazie all Automobil Club di Siracusa, si svolge la rievocazione della storica cronoscalata Val d’Anapo – Sortino, cinque chilometri di prove in uno spettacolare paesaggio montano.<br />
La quarta tappa vede protagonista l’Etna; il vulcano accoglie i concorrenti con la maestosità delle sue distese laviche, e con paesaggi mozzafiato, che invogliano a tirar fuori i cavalli delle vetture lungo la salita che da Nicolosi conduce fino al Rifugio Sapienza. Una sequenza di difficili prove, per la felicità degli amanti del cronometro, che fanno da prologo alla tappa Corneliani .<br />
Mentre in testa rimane la Giulia Spider di Dalleolle, la quinta giornata di gara vede gli equipaggi impegnati in una prova cronometrata nella valle del Dittaino prima della visita programmata agli splendidi e famosi mosaici della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina, realizzata nel III secolo d.c. dall’imperatore Valerio Massimiliano. La chiusura del Raid è a Catania. Le vetture sfilano sul palco di piazza Università, prima che lo splendido scenario del foyer del teatro Bellini accolga i partecipanti per la premiazione: come previsto, si aggiudica la dodicesima edizione del Raid dell’Etna, e il Trofeo Lancia, l’Alfa Romeo Giulia spider di Massimo Dalleolle e Claudio Righi Grimaldi, seguiti dalla Triumph TR 3A di Massimiliano Bonato e Guido Malvezzi, e dalla Porsche 356 di Giancarlo Stringhini ed Ernesto Quinto. Nella top ten anche la bellissima Jaguar XK 120 OTS di Corneliani – Araldi.</p>
<p>Savina Confaloni- Il Tempo 12.11.2009</p>
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		<title>Gran Premio Nuvolari 2009: una vera festa</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 10:17:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Savina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel cuore di tanti appassionati e collezionisti ha sostituito la Mille Miglia, ma questo agli organizzatori non va detto, perché a loro il paragone non piace. “Non abbiamo mai voluto né competere né confrontarci con la Mille Miglia“]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel cuore di tanti appassionati e collezionisti ha sostituito la Mille Miglia, ma questo agli organizzatori non va detto, perché a loro il paragone non piace. “Non abbiamo mai voluto né competere né confrontarci con la Mille Miglia“- spiega Claudio Rossi, della Scuderia Mantova Corse- eppure organizzazione ed elenco partenti non  hanno nulla da invidiare alla Freccia Rossa, anzi. Alla partenza in piazza Sordello, il parterre delle prime ottanta vetture è sorprendente, con una sfilata di auto anteguerra che fa tornare alla mente la Mille Miglia dei tempi migliori,  quando spopolavano le  Bentley 4½ litre, le Bugatti Type 35 e 37, le Aston Martin Le Mans e le Lagonda. Noi (equipaggio Masselli-Confaloni) partecipiamo con una Ferrari Swb Competizione Passo Corto del 1961, ma ci fermeremo alla cena di Gala del sabato sera, perchè poi un autista mi dovrà portare a Vallelunga a condurre le dirette della domenica dei campionati Aci Csai; quindi per quest&#8217;anno nessuna ambizione di vittoria!!!<span id="more-62"></span><br />
Il via,  come sempre, è  dal cuore di Mantova,  per affrontare  oltre 1.000 km attraverso la Lombardia, l’Emilia Romagna e la Toscana con vetture costruite tutte tra il 1919 e il 1969.  Contro ogni previsione splende il sole, e questo rende ancora più spettacolare la sfilata delle partenze davanti ad un pubblico che ogni anno non si perde quella che è considerata una vera festa per la città. Ed è proprio aria di festa quella che si respira nei tre giorni di Gran Premio Nuvolari: chi c’è già stato solitamente ritorna, chi non è mai venuto ormai ce l’ha segnato in agenda. Il divertimento è assicurato, i momenti conviviali sono occasioni per ritrovare vecchi amici e conoscerne di nuovi, e<br />
le soste ai controlli a timbro, o prima delle prove, consentono di scambiarsi opinioni sulle proprie vetture. Insomma ci sono quei tempi di recupero che alla Mille Miglia mancano. “ Come percorso e tipo di vetture iscritte, le due gare mi sembravano sulla carta molto simili- racconta l’industriale tedesco Hasso Knauck arrivato a Mantova con la sua Bentley anteguerra per il settimo anno consecutivo- invece dopo averle corse entrambe, ho deciso che preferisco i ritmi di questa, e continuo a tornare”. Sono tantissimi gli  equipaggi stranieri,più della metà degli iscritti: tra i più lontani quelli dal Canada,dalla Russia, e dal Giappone con le amate barchette Stanguellini. Oltre ai collezionisti privati, ci sono le case ufficiali e i musei, come l’immancabile Museo Alfa Romeo con tre vetture ufficiali iscritte. Audi ha scelto l’evento mantovano per festeggiare, in Italia, i 100 anni del Marchio. La<br />
partecipazione è di altissimo livello: in gara 7 vetture storiche provenienti dal Museo di Ingolstadt, mentre in mostra presso lo stand allestito in piazza Sordello, la storica AUTO UNION Tipo D con la quale Tazio Nuvolari vinse il Gran Premio di Belgrado l’8 settembre 1939. A guidare la Wanderer W25K Roadster, l’equipaggio ufficiale AUDI Tradition composto dalla pluripremiata coppia bolognese Giuliano Cané e Lucia Galliani.  A parte loro,tra i favoriti<br />
di questa edizione  ci sono Ferrari-Ferrari su Bugatti 37 del 1927, Viaro-Aiolfi su 6C 1500 Supersport del 1928 (del Museo Alfa Romeo), Moceri-De Rosa su 6C 1750 GS del 1930, Sisti-Bernini su Lancia Aprilia del 1937, e i vincitori della scorsa edizione Passanante-Messina su Fiat 508 C del 1938. Novità molto gradita, le prove cronometrate negli  Autodromi  di Imola e il Santa Monica di Misano dove gli equipaggi si sfidano in notturna prima dell’arrivo a Rimini. Alla fine della prima giornata, in testa, con 82 penalità, ci sono Canè  -<br />
Galliani seguiti, con 90 penalità, dai ferraresi Sisti-Bernini della Scuderia Estense su Lancia Aprilia del 1937,e in terza posizione, a quota 97, per cui a soli 15 centesimi di secondo di distacco dal primo, i siciliani Di Pietra su Fiat 600 del 1958.   Il programma della seconda tappa   prevede 25 prove cronometrate su un percorso di 450 km, che si snoda prevalentemente nella regione Toscana, transitando da Piazza Grande di Arezzo a metà mattinata, per poi proseguire verso Siena, dove il  passaggio nella storica piazza del Campo viene sospeso a<br />
seguito dei lutti di Kabul. Il pranzo è nel suggestivo   Castello di Brolio del Barone Ricasoli, da dove si riparte per l’ultima parte della giornata  attraversando  la magica S.Leo, fino a giungere in piazza Cavour a Rimini. Colpo di scena alla prova numero 44: Giuliano Canè è costretto al ritiro per la rottura del differenziale prima del controllo orario di Pieve S. Stefano in provincia di Arezzo,  e a questo punto la strada è spianata per la vittoria dei siciliani Mario Passanante e Francesco Messina su FIAT 508C del 1938, reduci dal trionfo con la stessa vettura alla Coppa D’oro delle dolomiti. La  terza ed ultima tappa è la più breve,  su di un percorso di risalita di 255 km passando<br />
per Lugo e Portomaggiore, con le ultime due prove cronometrate   nello splendido Circuito Ariosteo di Ferrara.  Passanante -Messina mantengono il comando della classifica, mentre secondi non si smentiscono i bresciani  Bruno Ferrari con il figlio Carlo su BUGATTI 37 del 1927 e terzi Andrea Vesco con Andrea Guerini su FIAT 508S Balilla Sport del 1934.</p>
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		<title>Scende in Sicilia la Coppa d&#8217;oro delle Dolomiti</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 15:22:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Savina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è chiusa con la vittoria di un’equipaggio siciliano, la 62esima edizione della Coppa d’Oro delle Dolomiti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span lang="IT">Si è chiusa con la vittoria di un’equipaggio siciliano, la 62esima edizione della Coppa d’Oro delle Dolomiti. Dopo il podio alla Milano Sanremo, l’affiatata coppia Passanante &#8211; Messina, sulla 508 C partita col beneaugurante numero uno, ha portato il primato dei regolaristi siciliani in vetta alle dolomiti . Gli incantevoli paesaggi delle Tofane hanno fatto da palcoscenico esclusivo rievocazione storica di una delle ‘classiche&#8217; corse stradali europee paragonabile, per l&#8217;altisonante parlmarès dei suoi protagonisti, alla mitica Mille Miglia.<span id="more-59"></span> La Coppa D&#8217;oro delle Dolomiti, nata nel 1947 e terminata nel 56, era una gara unica, durissima per macchine e piloti e affascinante per gli scenari. Nel suo Albo d&#8217;Oro si annoverano vetture illustri come Alfa Romeo, Ferrari, Lancia, Maserati, Mercedes e Osca, e piloti leggendari come Bracco, Jendebien, Cabianca e i fratelli Marzotto. La gara ha attraversato anche in questa edizione le più belle località venete e altoatesine, partendo da Cortina alla volta di Agordo, Dobbiaco, Villabassa, Villa Ottone, Brunico per rientrare a Cortina attraverso i passi più suggestivi . Lunghe e impegnative le tappe, di 220 km la prima e 180 la seconda. Si parte molto presto da Corso Italia, per affrontare i tornanti dei passi oltre i 2000 metri le discese mozzafiato verso valle; anche se le auto non sollevano più quelle nuvole di polvere che l’hanno resa “gloriosa” negli anni cinquanta, il fascino della Coppa d’Oro è rimasto inalterato. Sono 120 le vetture iscritte, tutte costruite entro il 1961.Vediamo sfilare auto prestigiose come la BMW 328 con al volante il Presidente di Bmw Italia Andrea Castronovo, la Ferrari 340 America del 52 di Emilio Gnutti, una TDF ZAGATO del 1959, la 275 GTB del 65, e poi la 300 Sl di Norberto Ferretti.Mercedes-Benz, per il primo anno è partner automobilistico dell’iniziativa, riportando storicità a Cortina d’Ampezzo dopo la vittoria dell’edizione 1955, con il famoso pilota belga Olivier Gendebien, su 300 SL Ali di Gabbiano. Diverte veder arrivare su queste strade all’ombra delle Tofane una ingombrantissima Buick verde guidata da un equipaggio iraniano, patito di auto americane, che l’anno scorso si era presentato sempre qui a cortina con una Corvette.Il tempo non è stato clemente nella prima tappa: 210 km e 25 prove cronometrate sotto una pioggia torrenziale, che fa tornare alla mente la primissima edizione! Era il 20 Luglio 1947 : a Cortina diluvia ed i piloti scalpitano per correre la prima “Coppa d’Oro delle Dolomiti”, gara epica di velocità corsa interamente su strade di montagna per lo più in terra battuta senza protezioni e segnate da pietre miliari che ancora oggi si intravedono in alcuni tratti del Passo Falzarego.<br />
Il percorso storico di 303,800 Km viene corso con passione e coraggio, e vedrà la vittoria di Salvatore Ammendola su Alfa Romeo 6C 2500 SS con un tempo inferiore alle 4 ore ed una media di oltre 76 Km orari. Gli scrosci di pioggia ci svegliano da questo sogno ad occhi aperti e torniamo all’edizione 2009! Si rientra faticosamente a Cortina d’Ampezzo salendo i passi Rolle e Valles, con una breve tappa a Canale d’Agordo davanti alla casa di nascita di Papa Luciani e proseguendo verso la salita dell’imponente passo Giau. Nella seconda tappa di circa 190 km e 20 prove cronometrate le vetture attraversano Dobbiaco, Villabassa, Villa Ottone, per arrivare alla sosta nel centro storico di Brunico il percorso di rientro si snoda fra S. Vigilio di Marebbe, Val Badia, S. Cassiano, Passo Valparola, Passo Falzarego.E la giornata si conclude con una piacevole cena sportiva al Rifugio Faloria con salita in funivia e la proclamazione dei vincitori: primi i siciliani Mario Passanante e Francesco Messina con la Fiat 508 C del 1938; secondi Sergio Sisti e Dario Bernini su Lancia Aprilia del 1937, terzi il team del Museo Alfa Romeo Giovanni Moceri e Gordon De Adamich su Alfa Romeo 1900 Sport Spider del 1954. Auto e arte si incontrano nel salotto buono della città, e la pittrice udinese Ivana Burello incanta tutti con la sua bellezza e i suoi quadri a soggetto motoristico. La domenica si riparte da zero! Il nutrito programma prevede il Trofeo Tag Heuer-Barozzi, che vede assegnare il prestigioso cronografo “Grand Carrera calibre 17” all’equipaggio Sisti –Bernini, primi assoluti nelle tre prove cronometrate del “circuito cittadino” in Corso Italia.<em> </em></span></p>
<p><span lang="IT"><em> </em></span><span lang="IT"><em>Il Tempo 19-09-2009</em></span></p>
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		<title>L&#8217;action painting di Ivana Burello</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 13:36:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Savina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho conosciuto una pittrice a Cortina, che mi ha stregato con la forza dei suoi quadri e della sua energia coloratissima. Si chiama Ivana Burello, e il suo codice espressivo è l’ ACTION PAINTING.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho conosciuto una pittrice a Cortina, che mi ha stregato con la forza dei suoi quadri e della sua energia coloratissima. Si chiama Ivana Burello, e il suo codice espressivo è l’ ACTION PAINTING. Dipinge dei ritratti che colgono nella magia dello sguardo i segreti dell&#8217;anima di chi la guarda; e poi ci sono le tele a soggetto motoristico che  sprigionano tutta l’emozione e l’energia della pittrice udinese . Corpo statuario, occhi magnetici pieni di ricordi e di futuro, capelli corvini,mani nervose, danno vita al mondo  della sua arte fatto di movimento, e di sfumature delicate e sfacciate allo stesso tempo.<span id="more-61"></span><br />
Figlia di una pittrice veneta e di uno sportivo friulano, disegna dall’età di 3 anni e ha conosciuto e seguito molti artisti, friulani e veneti quali Vedova, Pizzinato, Treccani , Spacal, Dino Basaldella Ceschia,Tavagnacco,Coceani, Pittino e altri ancora &#8230; “ho amato sin da piccola i loro colori &#8211; racconta Ivana Burello- l&#8217;odore dei loro studi, il loro incantevole disordine. Tutto quello che per altri era un mondo diverso, trasgressivoe sognato, per me e&#8217; una realta concreta, un autentico punto di riferimento”.  Dalle Ferrari alle 500 (e proprio questo dipinto è appena stato acquistato dal ministro Brunetta), i suoi quadri mostra rivelano non solo il talento e l&#8217;originalità di questa artista che definisce le emozioni come sentimenti primitivi e selvaggi da raccontare solo con ilcolore e il segno , mai con parole. “Penso allo studio di mia madre ,lo sgabuzzino di un condominio- ricorda la Burello- fu per me un immenso territorio , un universo fantastico dove i sogni si trasformavano in realta, dove non ho mai percepito confini o limiti del corpo e della mente. Lo spazio mi sembrava sempre dilatato, il tempo non aveva tempo, la luce era piu bella dentro che fuori,non sentivo il bisogno di uscire e stare con gli altri, capivo che non capivano, quando lo facevo, dovevo vestirmi con il diverso da me, dovevo recitare, non mi e mai piaciuto, preferivo parlare con mia madre e starmene seduta a guardarla mentre dipingeva e .sognare di diventare come lei, grande ,bella , pittrice, donna ,una solida una madre e una maestra di vita .Ivana non è mai cambiata, ha mantenuto fede a quei sogni d&#8217;infanzia, con sacrificio e con l&#8217;inevitabile sofferenza di chi non riesce a trovare un giusto compromesso con la vita quotidiana, quella fatta di orari, regole, calcoli ,assurda fedelta alle cose. “Sono diventata donna e madre,ho fatto la maestra e la moglie ma &#8230;la cosa piu&#8217; importante è che ho mantenuto l unica vera promessa che mi feci da bambina ora faccio solo la pittrice, ci credo sempre fortemente,è l&#8217;unica cosa che mi viene naturale fare, l&#8217;unico modo che conosco per comunicare amore alla mia famiglia e agli amici, lo faccio per procreare ancora, per onorare la mia piccola esistenza nel mondo e per ringraziare mia madre che mi ha amato e insegnato ad amare attraverso il linguaggio dei colori”.</p>
<p><a href="http://www.ivanaburello.com/">www.ivanaburello.com</a></p>
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		<title>Il Museo Storico della Motorizzazione Militare</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 15:27:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Savina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Inondati da una esagerata offerta di mostre ed eventi culturali dei tipi più disparati, spesso non consideriamo che parte della nostra storia ci viene offerta nei musei storici dell’Esercito Italiano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Inondati da una esagerata offerta di mostre ed eventi culturali dei tipi più disparati, spesso non consideriamo che parte della nostra storia ci viene offerta nei musei storici dell’Esercito Italiano. Mezzi di grandissimo pregio possono essere ammirati in queste strutture, molte delle quali hanno come riferimento principale il primo conflitto mondiale. Buona parte dei musei sono a Roma: il Museo Storico della Fanteria, il Museo Storico dei Granatieri,  quello  dei Bersaglieri e l’Istituto storico e di cultura dell’arma del Genio, che raccoglie documentazione e riproduzioni di strumenti e macchinari che descrivono gli aspetti legati all’ingegneria e all’architettura dell’attività dell’esercito sia in tempo di guerra che di pace. Quello che entusiasma gli appassionati di auto d’epoca è il Museo Storico della Motorizzazione Militare.  <span id="more-60"></span>Ha  la sua sede nella zona della Cecchignola, e riunisce oltre trecento fra automobili e autocarri civili e militari di vari periodi divisi in sei padiglioni espositivi. Il Tenente Colonnello Giacomo Matteace, direttore del museo, segue con i meccanici del laboratorio del museo, la conservazione delle vetture e il loro utilizzo in eventi di prestigio quali<br />
Mille Miglia e  Milano San Remo, occasioni in cui auto come  l’Alfa 1750, la Fiat Matta, e la Alfa Romeo 6C 2500 Coloniale del 1942 rinnovano le brillanti performance che le resero famose. Proprio la 6C 2500,   restaurata nel 2003 dal laboratorio del Museo,   venne approntata su richiesta del Ministero della Guerra e fu a disposizione del Governatorato della Libia: era  stata dotata di molti accessori che le permisero di avere la piena autonomia nelle zone desertiche: doppia ruota di scorta, 4 serbatoi per acqua, olio, benzina, doppio parabrezza, badile , e vinse la sua  categoria nella Mille Miglia di<br />
Tripoli.</p>
<p><em>Il Tempo 19-09-2009<br />
</em></p>
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