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MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA 2008
In questa edizione della Mostra del Cinema di Venezia mi sono divertita con una rubrica sul quotidiano Il Tempo, che firmavo con pseudonimo La Venexiana, per poter scrivere in libertà. “Polvere di Stelle” , questo il titolo della rubrica quotidiana, è stato un divertissement che ora, a Mostra finita, posso condividere con voi, riportando tutti insieme gli articoli pubblicati. Sono piccoli schizzi di quanto accadeva al Lido di Venezia, senza entrare nel merito dei film e delle critiche, nè tantomeno senza soffermarsi sulle banalità del solito gossip festivaliero. Appunti di vita, sensazioni, emozioni, e qualche citazione autobiografica della…Venexiana!
Ero indecisa sull’ordine in cui trascrivere gli articoli… andremo A Rebour, a ritroso, dall’ultimo malinconico giorno di chiusura della Mostra del Cinema al primo. La sezione del sito prescelta, Diario, è la più indicata, perchè Polvere di Stelle riletta ora diventa una pagina di diario su quei divertenti giorni al Lido di Venezia.
IL TEMPO – POLVERE DI STELLE
Il sipario è sceso anche su questa 65° edizione della Mostra del Cinema di Venezia. In poche ore il Lido è tornato quello di sempre, semideserto,il mare increspato dalle onde e una malinconica atmosfera di fine estate, nonostante l’afa sia degna dei migliori week-end di ferragosto. Qualche giornalista ne approfitta per concedersi il primo bagno dopo dieci giorni di fatiche cinematografiche. Dalle prime ore dell’alba, le troupe televisive smontano giraffe e set, i fotografi chiudono gli ombrelli, i ragazzi a bordo passerella si scambiano le foto ricordo. C’è un silenzio surreale davanti al red carpet e nella Hall dell’Excelsior, la cui quiete è turbata dalle ruote rumorose dei trolley di qualche ospite in partenza. Sono ore da riposo del guerriero per tutti tranne che per gli instancabili inviati della Fondazione Ente dello Spettacolo. Con lo Speciale Venezia 2008 on line della Rivista del Cinematografo (cinematografo.it) diretta dal turbolento Dario E. Vigano, hanno offerto spunti preziosi ai tanti colleghi troppo occupati o pigri per assistere alle proiezioni. Per il guardiano storico della darsena del Grand Hotel il Festival è finito il 28 agosto, dopo l’apparizione fugace di Pitt e Clooney: dopo di loro-dice- la noia. Non è proprio così. Per chi la vive, la Mostra del Cinema non è fatta solo di attori, registi, film, e feste. E’ fatta di incontri: che si tratti di addetti ai lavori o di personale che ruota attorno a questa poderosa macchina organizzativa. Volti che diventeranno spunti per racconti e aneddoti. Personaggi che diventano essi stessi la storia di questa edizione. Come Ercole, il buttafuori del Lancia Cafè, gigante buono incapace di dire no, maggiordomo muscoloso che in pochi giorni è riuscito a diventare l’amico di tutti per quei modi garbati così poco adatti al suo ruolo. O la dolce Annalisa, della Buccia, che nonostante la stanchezza e la tensione di questi giorni, è riuscita sempre a mantenere la calma . Non si dimenticheranno gli “imbucati” cronici presenti ad ogni festa, uno su tutti Roberto, detto il Conte Cocktail. E non si dimenticherà la vera diva della Mostra, che non viene da Hollywood, né da Cinecittà: è l’inviata di un quotidiano, raggiunta con aereo privato dal fidanzato per il suo compleanno. Quando la realtà supera la fantasia. E il cinema si fa vita attraverso l’Amore.
LA VENEXIANA- 7 settembre 2008
Ma come ha fatto a ridursi così? è il leitmotiv della penultima giornata di Mostra del Cinema, che ha visto aggirarsi per il Lido, accompagnato dal suo cane, Mickey Rourke. Ci aspetteremo un Pit Bull o un Rottweiler al guinzaglio dell’ex sex symbol di 9 Settimane e Mezzo, invece no. Rourke arriva con un gorilla al seguito, che in braccio tiene il suo chihuahua di 15 anni, per i quale ha preteso una stanza privata all’ Hotel Excelsior. Lo poggia delicatamente su un grande cuscino bianco durante le interviste, e si concede ai giornalisti per parlare del suo film in concorso, The Wrestler, che riporta Darren Aronofsky a Venezia a due anni dalla delusione di The Fountain.
Lo ricordavamo bellissimo in Orchidea Selvaggia, ma di quell’uomo non è rimasta traccia. Il viso gonfio, butterato, sfigurato da abitudini sregolate, e da un chirurgo sbagliato: se le sue assistenti non allontanassero i fotografi in modo così brusco (note le sue risse con i paparazzi), nessuno intuirebbe che dietro a questa maschera grottesca ci sia proprio lui. Il film sembra quasi un ritratto del suo protagonista: la leggenda del wrestling anni ’80 Randy “Ram” Robinson al centro di uno sguardo doloroso, nostalgico e commovente ; intorno a lui, altri ex lottatori, invecchiati e appesantiti. Non si può negare il carisma di quest’uomo dal grande passato: gentile con i giornalisti che conosce, esplicito con le donne, determinatissimo nel lavoro. Non vuole farsi immortalare con l’amministratore delegato di una azienda che lo ospita, perché “pubblicità gratis non ne fa”, ma risponde alle domande dell’inviata di una piccola televisione privata del centro Italia, in cambio del suo numero di telefono. La giornalista si chiama Giada, è molto carina, slanciata e intraprendente: non se l’aspettava di entrare nelle grazie istantanee dell’attore, e si divide tra la felicità da scoop e l’imbarazzo di una proposta esplicita in pubblico. Ormai è troppo tardi per tirarsi indietro: Rourke si è fatto riprendere, lei deve correre il rischio di farsi prendere. L’assistente del divo trascrive il suo numero e la lascia con un “see you soon”. Chi lo conosce, assicura che la chiamerà a breve.
LA VENEXIANA – 6 settembre 2008
Sembrano usciti da un film hollywoodiano i taxisti di Venezia: abbronzati, intraprendenti, muscolosi, con quell’aria un po’ sbruffona di chi sa di poter dettare legge. Dal suo metro e ottanta di riccioli biondi, Flavio mi chiede come mai quest’anno ci sia poco movimento alla Mostra. Dovrebbe dirmelo lui, che ha appena preteso 90 euro per la tratta Ferrovia-Lido sul suo bianchissimo water taxi. Dopo varie trattative, la cifra è scesa a 80 euro, ma solo perché sono “veneziana”, e perché- a sentir lui- la categoria è sensibile al fascino femminile ( non a caso di uno di loro si innamorò Julia Roberts qualche edizione fa) . A 10 km orari il viaggio è lungo, e se la compagnia è buona, il tassametro concede deroghe; il “macho foresto” qui ha vita breve. Purtroppo, le adulazioni non valgono gli 80 euro spesi, e si comprende cosa renda il Lido così poco frequentato oggi . Il pubblico patisce le trasferte forzate a bordo di vaporetti sudati e di autobus troppo pieni. Ognuno deve fare i conti con quello che ha, siano i giovani critici alle prese con le prime crecensioni, i fans che investono la giornata in foto ricordo, o le Major americane alle quali l’euro ha segato le gambe. E così, residence e alberghi a due stelle registrano il tutto esaurito, mentre il Grand Hotel Excelsior ha un 20 % di camere disponibili anche a ridosso della serata di chiusura. Negli anni scorsi sarebbe stato impossibile prenotare last minute, o riservare soltanto per un paio di notti, oggi si può. Fra un drink e l’altro origliamo le lamentele di un anziano regista romano che, suo malgrado, deve condividere la stanza con lo staff dell’ ufficio stampa. Tre cuori e una camera ammobiliata, in versione festivaliera. Tempi di crisi anche per gli arrivi plateali: divi e divine italiane elemosinano taxi alle hospitality, le vetture con autista sono quelle offerte dallo sponsor Lancia, e per tutti gli altri, con un po’ di budget, biciclette in affitto. In mezzo a tanta austerity a base di due ruote arrugginite, spunta a sorpresa il lusso sfrenato di una piccola fuoriserie azzurro perla: la prima 500 Cabrio elettrica carrozzata Castagna ad emissioni zero. L’ha presentata qui in anteprima il carrozziere milanese Gioacchino Acampora : 140 km di autonomia con una carica. Anche lui, in fondo in fondo, risparmia!
LA VENEXIANA – 5 settembre 2008
Vestito Gucci, scarpe Vuitton, borsa e cintura Hermes, occhiali Cartier, orologio Piaget e diamanti come se piovessero. Sulla biancheria intima non ci siamo informate, ma a questo punto immaginiamo sia La Perla. Non se la passa male Heather Parisi, arrivata dagli Stati Uniti su un Jet privato, al braccio del suo compagno Umberto, industriale vicentino che la segue fedelmente ovunque, assecondando ogni suo desiderio e capriccio da star. Questa accozzaglia di Firme non può che suscitare qualche invidia femminile, ma non irrita, perché lei questo successo e questa ricchezza se li è meritati. Self Made Girl, emigrata da sola a San Francisco a 13 anni e arrivata in Italia a 18, ha sempre lavorato sodo, rispettato gli altri, e mai esagerato con fastidiose esuberanze. Semmai esigente con sé stessa, desiderosa fino allo spasimo di piacere agli altri. A Venezia è venuta ospite del Lancia Cafè per regalare ai giornalisti succose notizie in anteprima sul suo prossimo film. L’abbiamo scoperta agitatissima come una ragazzina alla prima intervista , “ho le farfalle nello stomaco, non riuscivo a dormire pensando alle osservazioni crudeli che mi avrebbero fatto i critici” ha dichiarato con grande modestia e spontaneità. Invece le “domande cattive”non sono arrivate. Anzi. Tanta stima e dimostrazioni di affetto da parte delle inviate di giornali e tv, rapite dai suoi modi garbati. “Labirinto cieco” sarà il titolo di questa opera prima della ex ballerina, che però non vedremo in video bensì dietro alla macchina da presa, in qualità di regista e sceneggiatrice. Stupisce questo ritorno e soprattutto questa scelta, visto che persino il tema drammatico del film è lontano da quello che ci si aspetterebbe da lei: il disagio giovanile, con le tragedie di droga, bulimia, anoressia e incesto. Forse perché Heather è sempre stata una ragazza di sani principi nella vita privata e professionale, in un contesto che degenerava in modo esponenziale col passare degli anni. “Ho una figlia di otto anni e una di quattordici -racconta – e due figli del mio compagno di quindici e diciotto: un buon motivo per decidere di aiutare i giovani a riflettere”. Girerà il film in Veneto per stare vicino al suo amore, e perché adora la cucina di questa zona, “I do Farai “di Venezia, e “Renato” a San Bonifacio. E’ sincera e piena di entusiasmo, e per questo piace. Invita le signore presenti ad andare in bagno con lei, per vedere come la sua celebre spaccata in aria sia ancora possibile nonostante i suoi 47 anni. Evitiamo di accogliere l’invito. In questo caso sì, potremmo essere veramente invidiose.
LA VENEXIANA – 4 settembre 2008
Non c’è una taglia sulla testa del ladro, ma la ricompensa per chi restituisce il maltolto sì: 1000 euro per chi ritrova l’orologio personalizzato, che Tiziana Rocca avrebbe dovuto regalare a George Clooney nel ricevimento ai Granai della Giudecca. L’oggetto è misteriosamente scomparso dal pacchetto chiuso al momento della consegna, e al Lido è scattata la caccia al Cary Grant nostrano, additato come il nuovo eroe della Mostra. Considerata la cifra offerta, Clooney non si deve essere perso molto. Sarebbe stato un colpo piu’ fruttuoso se mirato al collo di Eva Riccobono, che ha sfilato sul red carpet con una parure di diamanti gialli di Jaeger Le Coultre da tre milioni di euro. Dopo quanto successo a Clooney, si è capito che piu’ che dagli attacchi dei fans, le dive vanno protette anche qui a Venezia dai furti, e immediatamente è aumentata la sicurezzza in passerella. Ecco i gorilla al seguito degli orecchini di Bulgari di Isabella Ferrari, del bracciale vintage di Francesca Neri, e del Watch Couture di Chopard da trecentomila euro di Claudia Schiffer, orologio in oro bianco impreziosito da delicati diamanti a goccia, e annodato al polso della star con un nastro in satin rosa pelle Almeno loro i gioielli al pubblico li esibiscono senza pudori: l’unico evento infatti nel quale “migliori amici delle ragazze” erano dati per scontati- il premio Kineo Diamanti al Cinema che si è svolto nelle lussuose sale dell’Hotel Des Bains – ne era privo: Diamanti di nome, ma non di fatto. Per vedere orologi e pietre prezione da capogiro nelle location del festival veneziano, bisogna riuscire ad entrare in possesso di una vip card della Quintessentially Terrace, con relativo braccialetto nero di caucciu’, ed essere ammessi nell’area lounge del locale brandizzato Jaeger Le Coultre, che domina la terrazza antistante il Palazzo del cinema. Se poi si ha la fortuna di familiarizare con qualche dirigente della blasonata casa fondata da Antoine Le Coultre nel 1833, si viene ammessi in una sorta di paese delle meraviglie: una porta blindata scorrevole traghetta inaspettatamente in una gioielleria allestita per le star di passaggio a pochi passi dal mare. E qui, il “Gatto” -John Robie di Hitchcock troverebbe pane per i suoi denti!.
LA VENEXIANA – 3 settembre 2008
Una gazzella in bichini si aggira per la spiaggia del Lido di Venezia, e per i fotografi finalmente inizia un po’ di festa extra photocall. Perché oggi più che mai, alla Mostra del Cinema, di belle donne under trenta se ne vedono assai poche, e i flash scattano tristemente solo a orari prestabiliti dagli uffici stampa delle case di produzione. Le dee del grande schermo si concedono a malapena in quei 180 secondi necessari a percorre il tappeto rosso, oppure in gelidi appuntamenti in qualche stanza d’albergo adibito a set. Da quando poi il Presidente della Biennale di Venezia Paolo Baratta ha dichiarato di non volere le veline al Festival, in favore di scrittrici ottuagenarie, la materia prima preferita dai rotocalchi è definitivamente scomparsa. Anche la tipologia di attrici presenti non aiuta: il cinema d’autore italiano predilige, si sa, protagoniste impegnate e sofferenti. La stessa sofferenza che ormai sembra aver contagiato anche le divine di Hollywood in concorso. Si è convertito persino Tinto Brass, unico negli anni a regalare agli avventori della Terrazza dell’Excelsior prorompenti fanciulle piene di brio e forme: lo si vede ora al braccio di una malinconica signora mora, la cui scollatura non promette esattamente notti di fuoco. Vero è, che il Maestro del cinema erotico italiano è distratto in questi giorni da altri parametri, in qualità di presidente della giuria del Queer Lion, premio collaterale dedicato al miglior film con tematiche omosessuali organizzato da CinemaArte. L’Inquisizione sembra aver avuto la meglio nella Serenissima dopo secoli di resistenze: niente minigonne, nessuna trasparenza, figuriamoci il topless. La spiaggia del Lido si è trasformata in una colonia diurna estiva. Silvana Mangano, mondina in calzoncini corti di Riso Amaro, nel 1949 era più provocante della media delle presenze femminili in Mostra. Citare Brigitte Bardot a Cannes sarebbe troppo facile, impossibile pretendere da qualche attrice italiana di oggi la malizia di quella falsa bimba in quadrettini bianco rosa e cenerentole, che nel 1955 fece il proprio ingresso al Carlton con una pecora al guinzaglio. Fotografi e cameraman ringraziano dunque di cuore Claudia Ferraris, neo Miss Universe Italy, che si è tolta il castigato abitino con cui è approdata al Lido, per sfilare in spiaggia con un costume da bagno. In quel momento, ci siamo sentiti tutti un po’ eretici.
LA VENEXIANA – 2 settembre 2008
Un fiorista veneziano trascina faticosamente un enorme mazzo di orchidee sul lungomare Marconi e si dirige verso la porta girevole del Grand Hotel Excelsior. Saranno per qualche attrice, si chiedono dei curiosi all’ingresso. Certo che no. Sono tristemente lontani i tempi dell’avanspettacolo , quando studenti di medicina squattrinati firmavano cambiali per regalare fiori e gioielli a qualche bionda “malafemmena” , e Totò e Peppino si precipitavano a Milano a redimere il nipote . Le attrici hanno cominciato a lamentare la poca generosità dei loro ammiratori negli anni ’70. Greta Garbo, Jayne Mansfield, Mary Pickford , Judy Garland , Helen Morgan, Libby Holman, Marilyn Monroe, , Sophia Loren, Brigitte Bardot, Gina Lollobrigida, Silva Koscina, si risvegliavano coperte di fiori. E non erano mai abbastanza. Servivano gioielli, e fiumi di Champagne per essere all’altezza di un loro sorriso. Ma la parità ha il suo prezzo. Come hanno un prezzo molte soubrette-dicono i maligni- quindi fiori e diamanti non servono più. Seguiamo il fiorista, e sbirciamo sul bigliettino. La nostra intuizione era esatta, e lui conferma: pochi omaggi alle divine dello schermo, molti di più alle anziane consorti Da qualche anno poi, un’altra categoria di donna è entrata nell’immaginario collettivo: la P.R. Nel circus dei festival le più corteggiate sono loro: gestiscono le interviste, gli incontri col cast, gli inviti alle feste. Una su tutte: Tiziana Rocca. Ancora sotto shock per il regalo consegnato a Clooney due sere fa: dentro doveva esserci un orologio di Morellato, invece il povero George ha scartato pacchetto vuoto. Le orchidee sono proprio per lei . Qui a Venezia porta il film Vinyan di Fabrice du Welz , e con l’occasione festeggia il suo compleanno : Gala Dinner al Casinò di Cà Vendramin. Chissà che i fiori siano un gesto galante, e non un modo per rimediare un invito.
LA VENEXIANA – 1 settembre 2008
Venti euro per il calco delle mani di Valentino, un euro per quello dei fratelli Coen: fumata nera inaspettata per la prima delle tre aste su ebay, per aggiudicarsi le impronte hollywoodiane delle star presenti alla Mostra del Cinema. Una sorta di Sunset Boulevard fatto in casa sulla Terrazza dell’Excelsior, al Lancia Cafè, per raccogliere fondi da destinare alla tutela e conservazione del centro storico di Venezia attraverso SMS Venice, acronimo di Saint Mark Square e di Short Message System. All’iniziativa hanno aderito con entusiasmo non solo gli attori, ma anche i politici e l’intelligentia lagunare, Presidente della Regione Galan e sindaco Cacciari in testa, che hanno deciso di apporre insieme le proprie mani sulla stessa piastrella: come dire mano destra e mano sinistra in senso proprio e lato, unite insieme per una buona causa! A seconda dell’importo raggiunto, si procederà al restauro della pavimentazione e della facciata delle Procuratie, e di parte del Museo Correr sul retro dell’Ala Napoleonica. La cifra necessaria per avviare un primo “cantiere pilota”, ovvero 200.000 euro, è già a disposizione della Soprintendenza. Ma non basta, nonostante l’intervento di Elton John che ha regalato al Comune i video live di ‘Your song’ e ‘Philadelphia freedom’ girati in occasione del concerto del 9 luglio in piazza San Marco. L’asta su ebay avrebbe dovuto contribuire a rimpolpare le casse per i restauri, ma le tante iniziative benefiche che piacciono certamente ai Vip, distolgono l’attenzione dei potenziali donatori per eccesso di offerta. Proprio con un Gala di Charity ai Granai della Giudecca era iniziata questa 65°edizione della Mostra: lì però il bottino è stato assai ricco con due milioni di euro raccolti da George Clooney per il Darfur. Nel caso dei “calchi vip” le offerte lasciano davvero perplessi: soprattutto quelle “zero euro” per il premio oscar Tilda Swinton, e per il Maestro Manuel de Oliveira.
La speranza è che la fatina buona, Charlize Theron, con l’impronta delle sue mani ancora fresca, possa risollevare le sorti delle prossime due aste previste per il 5 e il 12 settembre.
LA VENEXIANA – 31 agosto 2008
Alla fine siamo crollati anche noi, la categoria stoica di quelli che mai e poi mai farebbero una foto col vip di turno da mostrare agli amici. Noi, che regolarmente deridiamo la categoria del debole da cartolina, il fanatico dal sorriso orgoglioso a fianco del personaggio di cui di solito non ricorda il nome Siamo caduti in tentazione, miseramente, rivivendo in un istante
sensazioni imbarazzanti come la ricerca affannata della macchina fotografica nella borsetta, la custodia che non si apre, il flash che non scatta, il controluce ostile. Situazioni disgustose che pensavamo lontane dal nostro essere. Una vita di orgoglio e certezze crollate in un attimo: doveva capitare proprio adesso, così, senza preavviso. Vederlo arrivare, e non capire più nulla. Si avvicina con passo deciso, riempiendo di vita una giornata paralizzata dall´arrivo di un Valentino che irretisce e riduce tutti ad un timore e a una reverenza quasi paradossale. “The Last Emperor” di nome e di fatto, nemmeno l´imperatore dei Tarocchi Arcani Maggiori suscita tanto panico attorno. Invece lui no, porta la vita, la speranza. Scandisce questa afosa giornata di agosto col battito del suo bastone sul selciato dell´Excelsior.
Valentino e la sua abbronzatura rimangono solo un ricordo sbiadito, il nostro sguardo è catalizzato dagli occhi lucidi di questo Maestro che ha quasi l´eta dei fratelli Lumiere, e non ha intenzione di mollare la presa e la cinepresa. Manuel de Oliveira il 12 Dicembre compirà 100 anni. Gira per il Lido come nulla fosse, elargisce sorrisi e discorsi più lunghi del suo cortometraggio, sagace e ironico come un giovane cineasta. Paziente e disponibile anche se a lui i Festival non piacciono, “sono come un aeroporto in cui tu stai fermo e il mondo ti gira intorno”, dice, e lui di stare fermo, immobile, a contemplare se stesso, non ci pensa proprio. Grande lezione di vita e di stile Maestro. Che emozione. Posso farmi una foto con Lei?
LA VENEXIANA – 30 agosto 2008
Ce ne vuole a far arrabbiare George Clooney, l´”amico del bar ” come lo definiscono affettuosamente i fotografi, o “the party guy” per Benedetta Lucherini Pignatelli, infaticabile ufficio stampa che porta in giro le star di tutto il mondo e di situazioni imbarazzanti ne ha viste, ma così assai di rado. Sì, perché i giornalisti italiani a Venezia sono riusciti a far arrabbiare proprio lui e il suo compagno di avventura festivaliera Brad Pitt, star di Burn After Reading dei fratelli Coen. “Meglio un Oscar o una notte con una donna italiana?”, no comment. “Pitt lei ha 4 figli, ne farà altri? E lei Clooney che non ne ha, ha intenzione di farne?”. Di cinema, nemmeno l’ombra.
Fino all´invasata di turno, che in tutina da jogging chiede a Pitt “mi inseguiresti?”, ma Clooney sdrammatizza con un “piuttosto scapperei”. E scappa davvero. Le domande della stampa nostrana ai due sex symbol li irrita a tal punto da far disertare loro il pranzo blindato richiesto sulla Terrazza dell´Excelsior. Un peccato, perché il menu concordato- carpaccio con carne salata chianina , farro al pesto e timballo di riso allo zafferano- preparato dallo chef Yures della Fenice di Faenza , era davvero ottimo. Pranzo solitario dunque per i due Coen con prole, e la algida protagonista del film, Tilda Swinton, che tenta a fatica di recuperare una femminilità persa con Orlando indossando zeppe di legno ortopediche verde scuro che non giovano alla causa. La più elegante della giornata rimane Claudia Cardinale in passerella inaugurale al braccio del Ministro Bondi: smoking lui, vestito beige di Armani lei. Deludono gli abiti del resto della platea, da quello della giunonica accompagnatrice del governatore veneto Giancarlo Galan, a quello troppo nero della bellissima Afef. E se proprio Bondi, alla vigilia della posa della prima pietra al Lido del nuovo Palazzo del Cinema ,definisce quello di Venezia “il più importante Festival del mondo (di cui Roma non è che un´integrazione!) “, dalle passerelle di Cannes e di Hollywood in fatto di moda e glamour,ahimè, abbiamo ancora tanto da imparare.
LA VENEXIANA – 29 agosto 2008
Una sirena avvolta nell’oro, Andersen non avrebbe potuto fare di meglio: Lola Ponce emerge dalle acque della laguna con dei tacchi vertiginosi e incanta i 150 ospiti del primo evento che anticipa l’apertura della 65 edizione della Mostra del Cinema, il Galà Belstaff-Audi. Niente attrici americane o italiane a catalizzare i primi flash dei fotografi, ma il sorriso della cantante italo-argentina, che alla Mostra non è stata ufficialmente accettata col film Polvere di Danilo Proietti, ma che ha fatto l’enplein aggiudicandosi anche la serata del Premio Campiello di cui sarà madrina. Merito forse di quel guantino spaiato che l’accompagna in ogni esibizione da quando è bambina, e di cui non sì è privata nemmeno in questo Gala dagli abiti griffati Belstaff e Tirelli, sartoria romana che ha vestito le dive dalle forme generose come lei. Ad applaudirla i belli del film d’apertura, Clooney e Pitt, arrivati con un giorno d’anticipo per la serata benefica i cui ricavati andranno alla Not On Our Watch per le popolazioni e i profughi africani del Darfur. Il fine giustifica i mezzi, ma crea malumori, perché l’evento guarda caso è targato Audi, e questo è un colpo basso a Lancia, Main Sponsor della Mostra, che viene battuto sul tempo. La casa di Ingolstadt approfitta del primo gala festivaliero per presentare un’edizione limitata della Q7 con l’azienda di moda trevigiana in 100 esemplari numerati con placca Tiffany. Le case automobilistiche scendono così in passerella, uscendo ufficialmente dalla semiclandestinità del Product Placement. E mentre ai Granai della Giudecca la Ponce intona Vivere per Amare e Imagine, sulla Terrazza dell’Excelsior, al Lancia Cafè, una violinista accorda il suo strumento con la Libertango di Astor Piazzolla, una sorta di fil rouge argentino. Sarà questo spazio lounge blindato, voluto dal Presidente Lancia Olivier Francois, il cuore di tanti eventi ed incontri ufficiali fra delegazioni e media. Questa terrazza darà poi vita ad un’altra iniziativa per Venezia: gli artisti lasceranno nel Lancia Cafè l’impronta delle loro mani da mettere all’asta su e-bay. Le prime, quelle di Lola, che stuzzicata su un suo presunto flirt con Clooney lascia rispondere al fidanzato: Manuele Malenotti rampollo della Belstaff, non ha bisogno di replicare. Gli occhi di una donna innamorata parlano da sé; quelli di Lola …cantano. E a Venezia iniziano del danze del glamour, e del gossip